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Duomo di Salerno

La maestosa Cattedrale romanica di Santa Maria degli Angeli e di San Matteo, la cui bellezza è citata nei versi di una poesia di Gabriele D’Annunzio, è l’edificio sacro più importante di Salerno.

I lavori di costruzione della chiesa iniziarono nel 1080 sino al 1984, anno in cui la cattedrale venne consacrata nel giugno del 1084 dal papa Gregorio VII. Le imponenti dimensioni dell’edificio, inizialmente pensato come una chiesa di modeste dimensioni, sono dovute al fatto che durante i lavori avvenne il ritrovamento delle spoglie di San Matteo, tumulate nell’antica chiesa che precedentemente occupava il sito e venute alla luce con la progressiva demolizione di questa.

Il duomo si presenta con una facciata barocca preceduta da una scalinata monumentale. Realizzata nel 1767 dall’arcivescovo Isidoro Sanchez De Luna, sostituì l’ingresso romanico che prevedeva 12 scalini semicircolari.

Dal portale della facciata si accede ad un ampio atrio, unico esempio italiano di quadriportico romanico. Le colonne che circondano l’atrio provengono dal vicino Foro Romano di piazza Conforti. Il loggiato che sormonta bifore e pentafore, è considerato il punto d’inizio della cosiddetta Architettura mediterranea. Sull’atrio si apre la Porta in Bronzo delle chiesa, fusa a Costantinopoli nel 1099, composta da 54 formelle raffiguranti croci bizantine, una teoria di santi e due grifi che si abbeverano al fonte battesimale.

Sulla Cattedrale svetta il monumentale campanile arabo-normanno, alto quasi 52 metri e composto di quattro piani aperti da bifore, culminanti da un tiburio a cupola. La torretta presenta una decorazione ad archi tondi incrociati, tipica dell’area salernitano-amalfitana.

Il tempio è ispirato all’Abbazia di Montecassino, disposto su una pianta a croce latina con tre navate, transetto e abside. Decorata da resti di affreschi, reperti di epoca romana e magnifici amboni del XII secolo con sculture e mosaici bizantini, la cattedrale si presenta come un misto tra Bisanzio e il mondo arabo. Dalla zona absidale si scende nella cripta, magnifico ambiente progettato da Domenico e Giulio Cesare Fontana e decorato da stucchi e affreschi barocchi. Qui sono custodite le reliquie del santo patrono della città.



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