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Basilica di Santa Croce

La Basilica di Santa Croce si trova nell’omonima piazza di Firenze, uno dei loghi più scenografici della città. Famosa per l’alto numero di capolavori custoditi al suo interno, è stata costruita intorno al 1385 sopra i resti di un preesistente edificio religioso. Oggi si presenta come una delle massime espressioni dell’arte gotica italiana, ed è conosciuta come il Tempio dell’Itale glorie per via delle numerose sepolture di artisti, poeti e letterati. La facciata è lavorata in pietraforte a vista, caratterizzata da uno splendido rosone sormontato dallo stemma di Cristo e da tre portali, due laterali ed uno centrale, raggiungibili da un’alzata di otto scalini. Meraviglioso anche il campanile, opera di Gaetano Baccani.

Il profilo esterno di questo luogo di culto è inconfondibile, formato da timpani triangolari ritmati da navate, sopra ognuno dei quali si trova una bifora.

L’interno della Basilica è ampio e solenne a forma di croce egizia, formato da tre navate divise da enormi pilatri ottagonali che sorreggono degli archi ogivali. Stupendo l’insieme delle vetrate costruite tra il XIV ed il XV secolo che forniscono un’ampia illuminazione naturale.

Tra le opere custodite all’interno spicca la cinquecentesca “Tomba di Michelangelo”; il “Monumento a Vittorio Alfieri”, opera di Antonio Canova; il “Cenotafio o Tomba di Dante Alighieri”; la “Tomba di Niccolò Machiavelli”, la “Tomba di Galileo Galilei”; ”L’Annunciazione” di Donatello; “L’Incredulità di San Tommaso” del Vasari; e la “Sepoltura di Ugo Foscolo”.

Notevoli anche il “Tabernacolo” di mino da Fiesole; la Cappella de’ Medici opera di Michelozzo; la Cappella Bardi con il “Crocifisso” di Donatello e gli affreschi di Giotto; e la Cappella Maggiore con alcuni affreschi di Agnolo Gaddi come le “Storie dell’invenzione della vera croce”.

A destra della basilica si accede direttamente all’importantissimo Museo dell’Opera di Santa Croce, che conserva opere del complesso francescano ed include la Cappella dei Pazzi, memorabile opera iniziata dal Brunelleschi. All’interno dell’ex refettorio trecentesco sono conservati il grande “Crocifisso” di Cimabue (danneggiato dalla tragica inondazione del 1966) e l’affresco del “Cenacolo”, opera di Taddeo Gaddi risalente al 1333.



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