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In moto nella Valle di Comino, tra natura, arte e storia

Un tuffo nella natura dell’entroterra laziale, 90 intensi km in sella alla nostra moto nella Valle di Comino, nel cuore della Ciociaria, a tu per tu con paesaggi di grande bellezza, a ridosso dell’Appennino Abruzzese, accarezzati dall’aria frizzante, alla scoperta di borghi antichi e silenziosi e dei sapori di una volta, costeggiando castelli, laghi, uliveti e vigneti per un viaggio indimenticabile.
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immagine della tappa a Fontechiari

Immagine di Fontechiari

Il nostro tour, che ci condurrà lungo la linea di confine con il verde Abruzzo, ha inizio a Fontechiari (FR) che raggiungiamo dall’A1 prendendo l’uscita Ferentino. Percorriamo, quindi, la SR214 per circa 25 km, che superato il nucleo di Frosinone, diventa più paesaggistica, preannunciandoci un itinerario in cui la natura sarà nostra gradita compagna. Raggiunto Fontechiari il panorama da qui è già stupendo ed è possibile ammirare da lontano tutta la porzione di Appennino Abruzzese che costeggia la Valle di Comino. Passeggiamo nel piccolo borgo, in cui sono ancora presenti le tracce di un antico passato, come la sua caratteristica Torre Medievale che domina la bella Piazza Panetta. Nel centro storico visitiamo le due chiese – Santissimi Giovanni Battista ed Evangelista e Santa Maria dei Fratelli - e prima di tornare in sella, fuori dalle mura cittadine, attira la nostra attenzione il suggestivo Cimitero Napoleonico. Circondato da verdi prati è un’importante testimonianza della dominazione francese in Italia, nonché unico caso di applicazione nel nostro Paese dell’editto napoleonico di Saint Cloud del 1804 che stabiliva come e dove dovessero essere poste le tombe dei defunti. Davvero affascinante. Se si capita a fine luglio si potrà assistere ai sentiti festeggiamenti in onore della Madonna dei Fratelli.

immagine della tappa b Posta Fibreno

Immagine di Posta Fibreno

Meno di 5 km sulla SP141 e raggiungiamo Posta Fibreno, piccolo centro letteralmente immerso nella natura. Nelle vicinanze visitiamo il Lago della Posta, uno degli specchi d’acqua naturali più belli della Ciociaria, oggi incluso nei 400 ettari di Riserva Naturale istituita nel 1983. Ci lasciamo cullare per qualche minuto dal rumore delle canne che lo circondano mosse dalla leggera brezza estiva e dal suono degli uccelli che lo popolano, per lo più tuffetti e gallinelle d’acqua.

immagine della tappa c Alvito

Immagine di Alvito

Torniamo indietro sulla SP141 e al primo incrocio giriamo a sinistra sulla SS627 fino a Pisciarello. A destra prendiamo la SP106 e in pochi minuti siamo ad Alvito, balcone panoramico affacciato sulla Valle di Comino. Qui attraversiamo vigneti a perdita d’occhio, baciati dal sole d’estate (siamo in zona di produzione Cabernet sauvignon, Cabernet franc e Merlot), per poi raggiungere il centro storico. A dominarlo il suo Castello Cantelmo, di cui rimangono le affascinanti e imponenti rovine: un tuffo nel passato fino all’epoca medievale, quando i conti d’Aquino lo costruirono al fine di proteggere l’Abbazia di Montecassino. Prima di salutare Alvito ci affacciamo dal suo belvedere sulla Valle, vero spettacolo della natura.

                                                                                                                  

 

immagine della tappa d San Donato Val di Comino

Immagine di San Donato Val di Comino

Prendiamo, quindi, la SP237, continuiamo su via S. Ianni e dopo 1.8 km svoltiamo a sinistra sulla SR509. La strada è molto panoramica, ma se vogliamo una vera full immersion nella natura prendiamo la piccola strada subito dopo la SR509, continuando per pochi metri su via S. Ianni: via San Paolo. La strada è dritta ma il panorama che si apre di fronte a noi è unico: in lontananza le montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ai lati della strada distese verdi puntellate di ulivi, mentre l’aria, nonostante la stagione, si fa più frizzantina, segno che stiamo salendo di quota. Raggiunto il centro storico, anch’esso dominato da un’antica torre e racchiuso nelle sue mura poligonali, ci incuriosisce il Museo della Civiltà Contadina e visitarlo è un altro piccolo viaggio nel tempo: tanti gli oggetti e gli strumenti che raccontano la vita rurale nella valle, dal medioevo ad oggi. Visitiamo anche il trecentesco Duomo, con il suo particolare pavimento a scacchiera: da qui a fine agosto parte la solenne processione che celebra Santa Costanza - le cui reliquie sono custodite sotto all’altare - dando il via alla tradizionale fiera dei cocci e delle cipolle. Anche qui, prima di congedarci e tornare in sella, ci affacciamo sulla Forca d’Acero. Ci affascina sapere che questo sia l’unico valico stradale dell’Appennino centrale che consente l’accesso al Parco Nazionale d’Abruzzo dalla provincia di Frosinone.

immagine della tappa e Settefrati

Immagine di Settefrati

Torniamo indietro sulla SR509 (o su via San Paolo) e all’altezza della località Bivio imbocchiamo la SP103 che ci regala qualche curva a gomito, immersi nel magnifico panorama della Valle, fino a raggiungere il paese, incorniciato dai Monti della Meta, porzione laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Chiamato così da alcuni monaci benedettini in ricordo dei Sette Fratelli, Santi, figli di Santa Felicita, martiri insieme alla madre, è questo un centro abitato fin da tempi antichissimi. Dalla centralissima Piazza del Municipio, cuore del borgo, su cui sorge la trecentesca Chiesa di Santo Stefano, ci spostiamo verso l’esterno per ammirare dal belvedere il panorama di Settefrati: da qui gli Appennini sono ancora più vicini, anche se il paese della Valle di Comino più vicino al Parco Nazionale è Picinisco, nostra prossima mèta.

immagine della tappa f Picinisco

Immagine di Picinisco

Torniamo indietro lungo il tratto di strada percorso in precedenza e al bivio prendiamo la SP112, ricchissima di panoramiche curve, che per una ventina di minuti ci regaleranno qualche emozione in più in sella alla nostra moto. Picinisco è uno dei comuni del Parco Nazionale dell’Abruzzo, Lazio e Molise, un vero paradiso in cui facciamo il pieno di aria buona e godiamo di un paesaggio unico. Bello il suo Castello Medievale che ci colpisce per quanto abbia ben conservato il suo imponente aspetto originale. Una delle torri, quella centrale, confina con la Chiesa di San Lorenzo: da qui il panorama sulla Valle di Comino è speciale.

immagine della tappa g Atina

Immagine di Atina

Qualche altra bella curva costeggiando il Parco Nazionale per circa 5 km lungo la SP112 in direzione sud, fino ad incrociare la SS627 che ci condurrà alle porte di Atina, e siamo di nuovo nel cuore della Ciociaria. Atina ci stupisce per la ricchezza di cose da vedere e per la bellezza del suo centro storico, curato e dal fascino medievale intatto, ricco di vicoli acciottolati, scalinate e suggestivi archetti. Visitiamo il Museo Archeologico, anche se ad Atina c’è un interessante museo d’arte contemporanea, la Casa Museo Académie Vitti. Aperta nel2013 è dedicata all’artista, scultore e modello Cesare Vitti, alla moglie Maria e alle sue due sorelle Giacinta e Anna Caira, anch’esse modelle per importanti artisti parigini del calibro di Gaugin e Picasso. Facciamo tappa anche al duecentesco Duomo di Atina, in cui convivono con armonia elementi di diverse epoche e stili, e alla bella e centralissima Piazza Garibaldi, salotto a cielo aperto e fulcro di questa graziosa cittadina, da cui ammirare un favoloso panorama sulla verde vallata che la circonda.

immagine della tappa h Vallerotonda

Immagine di Vallerotonda

Ripartiamo, quindi, per percorrere l’ultima tappa del nostro itinerario nel “cuore verde” della Ciociaria, fino a Valletotonda, nei pressi di Cassino, quasi al confine con la Campania. Circa 22 km sulla SR509, strada che attraversa tutta la Valle di Comino, e al cartello per Sant’Elia Fiumerapido usciamo e imbocchiamo la SP 132. Le ultime curve immersi in questo scenario naturale da favola e arriviamo in paese, che sorge, appunto, come dice il nome, in una valle rotonda. Il nostro viaggio si conclude sulle sponde del Lago di Cardito (o Lago La Selva) un tranquillo specchio d’acqua artificiale a 1000 metri d’altezza, circondato da fitti boschi e incorniciato dalle montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La sua vista ci regala l’ultima emozione prima di tornare in sella e prendere la strada del ritorno, riempiendo i nostri occhi di ogni possibile sfumatura di celeste e di verde e inebriandoci con quel profumo di natura incontaminata con cui solo questi luoghi, così lontani dal caos cittadino, sanno deliziarci.

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