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Tra Sannio e Irpinia scopriamo l'entroterra della Campania

Da Pietrelcina al Santuario di Montevergine, questo mese andremo alla scoperta del Sannio e dell’Irpinia. Dalla provincia di Benevento a quella di Avellino tra luoghi di fede e meta di pellegrinaggi, come il paese natale di San Pio e il Santuario della Madonna Nera o “mamma Schiavona”, come viene chiamata da queste parti, castagneti, filari di viti e luoghi che raccontano la storia come l’antica Maleventum l’odierna Benevento, o la “moderna” Avellino ricostruita dopo il sisma del 1980, ma che conserva ancora stupende testimonianze del suo passato. Non ci resta quindi che salire in moto e partire alla scoperta dell’entroterra della Campania.

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immagine della tappa a Pietrelcina

Immagine di Pietrelcina

Il nostro itinerario prende il via da Pietrelcina, piccolo borgo medievale in provincia di Benevento, che sorge arroccato su di uno sperone roccioso. La cittadina sorge a 10 chilometri da Benevento e si raggiunge percorrendo la SS212. Tutto intorno troviamo una serie di colline e di suggestivi campi di ulivi. In realtà l'atmosfera particolare che si respira nel paese è data dal fatto che qui nacque Padre Pio. Nello stesso luogo il santo sembra aver lasciato un'impronta che trapela nella spiritualità di ogni sua pietra. Passeggiando per il centro storico, potrete visitare la Casa Natale di Padre Pio e la sua Dimora da Sacerdote. A pochi passi sorge anche la Chiesa di Sant'Anna, risalente al secolo XII, luogo dove fu battezzato San Pio, affacciata sul verde paesaggio. Completano la visita di Pietrelcina, la Chiesa Santa Maria degli Angeli e il Museo di Padre Pio.

immagine della tappa b Benevento

Immagine di Benevento

Prossima tappa del nostro itinerario è Benevento, l’antica Maleventum, città conosciuta fin dall’antichità per il passaggio della via Appia, la strada romana che univa la Capitale alla Puglia, ma questo territorio è stato anche il cuore dell’Italia Bizantina ed è stata Capitale dell’Impero Longobardo. Inoltre è proprio nella città del Sannio che si produce uno dei liquori più famosi d’Italia: lo Strega, oltre che dei pregiatissimi vini e dell’ottimo torrone. Insomma molteplici sono i motivi per visitare la città di Benevento. Il fascino della città sta nell'aver saputo integrare la sua anima più moderna con il centro storico che conserva un patrimonio storico artistico di grandissimo valore. Lasciate la vostra moto e avventuratevi nel centro storico della città. Il nostro itinerario parte da Piazza Castello, nei pressi della Villa Comunale di Benevento, dove potrete vedere anche il Monumento ai Caduti della I Guerra Mondiale. Immergetevi nelle sue atmosfere partendo dalla piazza e prendete la via in salita, raggiungendo la vicina Rocca dei Rettori. Questo edificio si trova nel punto più alto della città e offre una bellissima vista dei dintorni. Proseguite il tour per Corso Garibaldi, asse che attraversa il centro storico. Sul lato destro della strada, all'inizio di Via Mario La Vipera, potrete visitare la Chiesa di Santa Sofia, Patrimonio dell’Umanità - Unesco, poco più avanti Piazza Giacomo Matteotti e il Museo del Sannio che espone resti archeologici del territorio. Proseguendo il tragitto sulla stessa Via Garibaldi arriverete alla Basilica di San Bartolomeo Apostolo, risalente al XII secolo. Prendete a destra Via Bartolomeo Camerario e girate a sinistra su Via del Pomerio per raggiungere la Chiesa con Convento di Sant'Agostino. Proseguite sulla stessa strada fino a raggiungere un monumento simbolo di Benevento, l'Arco di Traiano, un arco trionfale romano straordinariamente conservato.

immagine della tappa c Sant'Angelo dei Lombardi

Immagine di Sant'Angelo dei Lombardi

Concluso il nostro tour alla scoperta di Benevento, è il momento di ritornare in sella e di lasciare il Sannio alla volta dell’Irpinia e dirigerci verso Sant’Angelo dei Lombardi, prossima tappa del nostro itinerario. Lasciamoci alle nostre spalle la provincia di Benevento e dirigiamoci verso sud attraverso al SP50 per poi immetterci sulla SS303 e raggiungere così Sant’Angelo dei Lombardi. Autentico simbolo del paese è la sua Cattedrale. Questo edificio, di origine medievale, è stato restaurato varie volte, sopravvivendo però a eventi come il sisma del 1980. Addentratevi nel centro dell'abitato, attraversate Piazza Umberto I, dove si trova il Municipio, e affacciatevi al piccolo belvedere, dal quale si gode di una bella vista sui monti intorno. Nel centro storico troviamo anche i resti del Castello. Uscendo dal paese di pochi chilometri e seguendo le indicazioni, potrete visitare un luogo di incredibile bellezza, l'Abbazia di Goleto, creata per la prima volta nel XII secolo. Potrete visitare il complesso che include una chiesa inferiore romanica e la superiore Cappella di San Luca. Le strutture nel loro insieme raggruppano tanti stili ed epoche, formando un vero gioiello dell'architettura e dell'arte.

immagine della tappa d Nusco

Immagine di Nusco

Nusco è conosciuta ai più come il paese di Ciriaco De Mita, figura cardine della Prima Repubblica, esponente di spicco della politica italiana. La nostra prossima tappa che potremmo raggiungere andando oltre l’Abbazia di Goleto, oltre ad aver dato i natali al suo illustre concittadino è considerata anche il Balcone dell’Irpinia per la sua posizione privilegiata sulla Valle dell’Ofanto. Per le sue bellezze storiche e artistiche è uno dei Borghi più belli d’Italia. Non perdetevi, quindi, una visita al suo centro storico, i punti panoramici più belli sono quelli di Porta Molino e Via Coste. L'abitato è dominato dalla Cattedrale con il suo campanile, alto 33 metri. Dalla piazza in cui si trova la chiesa, partono tre assi viari, Via Landone, Via Scarpitti, Via Trinità, che attraversano il borgo medievale. Perdendosi tra le stradine si passa di fronte a portoni di case in pietra, piccole piazze, logge, palazzi nobiliari. Nella zona più alta, vicino alla Porta Superiore, si conservano i resti del Castello longobardo.

immagine della tappa e Montella

Immagine di Montella

Usciti da Nusco proseguite in direzione sud per raggiungere Montella, prossima tappa del nostro itinerario che dista appena 15 chilometri. Celebre per la produzione di castagne, Montella offre ai propri visitatori anche la bellezza suggestiva del suo centro storico dove sorge la straordinaria Collegiata di Santa Maria del Piano, risalente al XVI secolo, ma più volte ristrutturata, soprattutto dopo il terribile terremoto che colpì l'Irpinia nel 1980. Un altro luogo fortemente suggestivo è il Santuario del SS Salvatore, a circa 6 Km dal paese. Dal piazzale di fronte al santuario si gode di un paesaggio mozzafiato, avvolti da un'atmosfera emozionante e carica di spiritualità.

immagine della tappa f Avellino

Immagine di Avellino

E’ arrivato il momento di ritornare in sella per raggiungere Avellino, l’altra città capoluogo del nostro itinerario. Fortemente segnata dal terremoto del 1980, la città conserva ancora tracce del suo glorioso passato come il bellissimo Museo allestito all’interno dell’ex-carcere borbonico che non potete assolutamente perdere.
Il tour del centro storico inizia dal Duomo, risalente al XII secolo, ma più volte rimaneggiato. Guardando la chiesa, andate a sinistra e incontrerete Piazza Amendola, con vari importanti edifici seicenteschi come il Monumento a Carlo II d'Asburgo, il Palazzo della Dogana e la celebre Torre dell'Orologio. Proseguite il tour sempre nella stessa direzione, prendendo Via Oblate e girando subito a sinistra. All'incrocio potrete ammirare la Chiesa dell'Adorazione Perpetua. Continuate il tour attraversando Piazza della Libertà ed ammirate il Palazzo Caracciolo, risalente al XVIII secolo. Proseguite per Corso Vittorio Emanuele fino alla Villa Comunale, sul lato sinistro della strada.

immagine della tappa g Santuario di Montevergine

Immagine di Santuario di Montevergine

Concludiamo il nostro itinerario raggiungendo il Santuario di Montevergine, che si trova a 7 chilometri dalla città sul monte Partenio. Meta di pellegrinaggi durante tutto il periodo dell’anno. Oltre all’Abbazia, questo centro spirituale offre un Museo di arte e reperti di interesse storico-locale, una Biblioteca statale ed una bottega di prodotti realizzati dalla comunità monastica: erboristeria, liquori, vini, infusi, miele, caramelle balsamiche e pubblicazioni.
All’interno del Santuario è conservata la “Madonna Nera”, o più comunemente conosciuta come “Mamma Schiavona”. Qui, il 2 febbraio di ogni anno, si celebra uno dei riti più antichi della Campania e per certi aspetti uno dei più controversi. Infatti, non sono mancate vere e proprie “condanne” da parte delle autorità ecclesiastiche per alcune tradizioni che da anni animano la tradizione e il folclore popolare partenopeo ed in particolar modo il pellegrinaggio dei “femminielli”. L’origine del santuario è dovuta all’opera di San Guglielmo da Vercelli (1085-1142).

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