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In Salento tra sole, mare e vento

Il Salento “lu sule lu mare lu jentu” (il sole, il mare e il vento in dialetto locale) non ha granché bisogno di presentazioni. Si tratta di una delle zone d’Italia più affascinante e ricche di storia, arte, folklore ed enogastronomia. Percorrere in moto il “Tacco d’Italia” può rappresentare un’esperienza unica e indimenticabile. In questo nostro itinerario andremo alla scoperta di Lecce, culla del Barocco, per poi percorrere le distese sterminate di uliveti e vitigni attraversando Nardò, Gallipoli e Ugento, fino a raggiungere, costeggiando il mare, la punta di Santa Maria di Leuca, dove Ionio e Adriatico si “baciano”, per poi risalire fino ad Otranto punta più ad est del nostro Belpaese il primo lembo di terra ad essere “illuminato” dal sole. Senza dimenticare la bontà dei piatti tipici e l’ospitalità innata di un territorio che con il passare del tempo sta diventando una delle mete turistiche più gettonate.

  • Natura e Relax
  • Moto
  • Enogastronomia

immagine della tappa a Lecce

Immagine di Lecce

Il nostro itinerario parte da Lecce, il capoluogo di provincia più orientale d'Italia, vera a propria capitale del barocco. Vi consigliamo di mettere il cavalletto alla moto e di iniziare questa prima parte del nostro tour a piedi. Solo in questo modo potrete ammirare i laboratori artigianali dove tutto l’anno si lavora la pietra bianca leccese o si costruiscono statue di cartapesta.

Percorrere le strade del centro storico di Lecce significa passeggiare nel tempo. La sua origine risale al III millennio a.C., quando era un florido centro messapico.

Al periodo romano risalgono numerosi monumenti e opere d'arte che hanno arricchito il patrimonio artistico locale, come l'Anfiteatro romano in piazza Sant'Oronzo e il Teatro romano, entrambi del secondo secolo dopo Cristo; la Colonna di Sant'Oronzo, portata a Lecce nel 1666 da Brindisi, che rappresenta una delle due colonne terminali della Via Appia; il Castello Carlo V circondato da mura e bastioni; la Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo del 1180.

Tuttavia, le testimonianze storico-artistiche più note risalgono alla dominazione spagnola del XVII e XVIII secolo quando il barocco divenne lo stile predominante. A questo periodo risalgono la Basilica di Santa Croce, con annesso l’ex Convento dei Celestini, ora sede della Prefettura; la Chiesa di Sant'Irene; quella di San Matteo; i bellissimi altari della Chiesa del Gesù; San Giovanni Battista; Santa Chiara; Sant'Angelo e Santa Maria delle Grazie in piazza Sant'Oronzo.

Altri splendidi esempi di lavorazione della pietra leccese si trovano in tutto il centro storico. Anche il complesso monumentale di piazza del Duomo che ospita, oltre alla Cattedrale, uno dei simboli di Lecce, il campanile alto 70 metri, il Vescovato del Seicento dalle forme rinascimentali e l’ex Seminario, è circondato da bellissimi edifici barocchi. Se dopo tutta quest’arte vi è venuta fame, Lecce è il luogo del Salento dove poter assaggiare una versione tutta nostrana e genuina di fastfood, ovvero la Puccia Leccese, un panino senza mollica, preparato con la pasta di pizza, da farcire con decine di ingredienti: formaggio e prosciutto di base e poi, pomodorini, verdure grigliate, sottaceti, tonno e... chi più ne ha, più ne metta.

Ritorniamo alla nostra moto e prepariamoci a scoprire le bellezze di Nardò prossima tappa del nostro itinerario.

immagine della tappa b Nardò

Immagine di Nardò

Usciamo dalla città di Lecce seguendo le indicazioni Gallipoli-Nardò ed imbocchiamo al Strada Statale 101 e dopo 17 chilometri curvate verso destra per raggiungere Nardò che oltre ad essere la seconda tappa del nostro itinerario è anche la seconda città per popolazione ed estensione della provincia di Lecce e sorge su un tratto pianeggiante che si affaccia sulla costa ionica. La città ha radici antichissime  tanto che nella Baia di Uluzzu, dove si trovano diverse grotte, sono stati rinvenuti alcuni graffiti ritenuti, di fatto, tra le prime manifestazioni di arti figurative esistenti in Europa (80.000/100.000 anni a.C.).
Anche questo centro cittadino è caratterizzato da imponenti architetture barocche, su tutte il Castello degli Acquaviva e il Palazzo di Città. Un ideale itinerario turistico per le strade di Nardò non può prescindere da una visita alle chiese barocche di San Domenico, Santa Chiara e Sant’Antonio da Padova e la Cattedrale dedicata a Maria Santissima Assunta. Nella bellissima Piazza Salandra, circondata da edifici barocchi, con archi, balconi e logge in stile rococò, si affacciano il Sedile e la chiesa di San Trifone. Poco fuori le mura si erge l’Obelisco dell’Osanna (1603) di pianta ottagonale con elementi orientaleggianti e gotici. Un mare cristallino, infine, contraddistingue le marine di Nardò, come Portoselvaggio e Santa Maria al Bagno.
Ma Nardò è conosciuta ed apprezzata anche per la produzione di vino ed olio che potrete acquistare in uno dei tanti esercizi commerciali della cittadina, quindi dopo aver fatto i nostri acquisti è tempo di ritornare in sella.

immagine della tappa c Gallipoli

Immagine di Gallipoli

Continuiamo il nostro viaggio in Salento, spostandoci verso la costa ed andando alla scoperta di una delle cittadine turistiche più famose del versante ionico, ovvero Gallipoli, che possiamo raggiungere ritornando sulla SS101 e proseguendo in direzione sud.
Conosciuta come la Città Bella (dal greco kallipolis), intorno alla nascita di Gallipoli ruotano diverse leggende da quella legata ad Idomeneo, re di Creta, a quella che vuole la sua fondazione dalle macerie dell’antica città messapica di Alezio.
Oggi la città di Gallipoli si suddivide in due parti, il centro storico e il borgo, il primo è un’isoletta calcarea collegata alla penisola attraverso un ponte seicentesco, il secondo, molto più recente, è situato su una penisola che si affaccia sul mare. Proprio nel centro storico si trovano i monumenti più interessanti, come le mura di cinta a difesa della città, la Cattedrale di Sant’Agata, la Chiesa di San Francesco d’Assisi e gli affascinanti Frantoi ipogei, mentre nel borgo molto bella è la Fontana Greca e il Santuario di Santa Maria del Canneto.
Gallipoli può rappresentare il luogo ideale dove fermarci a mangiare. Scegliete uno dei tanti ristoranti della cittadina e avrete la possibilità di assaggiare la cucina tipica locale che si presenta ben diversa da quella tradizionale del Salento. Quella salentina, infatti, è composta per lo più da alimenti ricavati dalla terra, con ingredienti molto semplici come le cicorie, le rape, i legumi e gli ortaggi o la produzione di pasta casareccia. La cucina di Gallipoli, invece, offre numerosi piatti a base di pesce: i piatti più tradizionali sono la “Scapece” composto da pesce fritto, pane grattugiato e zafferano, “lu purpu alla pignata” che sarebbe il polipo lessato in acqua, cotto in un recipiente di terracotta, chiamato appunto “pignata”.

immagine della tappa d Ugento

Immagine di Ugento

Usciti da Gallipoli imbocchiamo la Strada Statale 274 in direzione Leuca/Taviano e raggiungiamo Ugento, città d’arte e ricca di reperti archeologici che giungono fin nell’epoca preistorica, con alcuni menhir ritrovati nelle zone circostanti. E’ ad Ugento che nel 1961 venne ritrovata la stupenda statua dello Zeus Stilita conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Per gli appassionati di archeologia vi consigliamo una visita al nuovo allestimento del Museo Archeologico cittadino ospitato nel Convento dei Francescani di Santa Maria della Pietà.

immagine della tappa e Santa Maria di Leuca frazione di Castrignano del Capo

Immagine di Santa Maria di Leuca frazione di Castrignano del Capo

Usciti da Ugento imbocchiamo la Strada Provinciale 65 per raggiungere il mare e continuare il nostro tour con sulla destra uno dei tratti di costa più belli d’Italia. Imboccando la Strada Provinciale 91 avremo la possibilità di costeggiare il mare Ionio fino a Capo di Leuca dove si incontra con l’Adriatico. Santa Maria di Leuca frazione di Castrignano del Capo è uno dei punti panoramici più affascinanti e suggestivi del Salento, qui sorge il Santuario de Finibus Terrae e il Faro, la tradizione vuole che proprio qui sia sbarcato San Pietro per raggiungere Roma.
Per gli amanti della buona cucina anche Castrignano del Capo offre specialità tipiche salentine come i ciceri e tria (pasta e ceci), i minchiareddi (una pasta fatta in casa), gli gnommareddi (involtini di frattaglie di agnello o capretto), i taraddu (friselle con olio, pomodoro e sale), e le pittule, un impasto comprendente farina, che viene fritto e condito con verdura, sale o zucchero.

immagine della tappa f Santa Cesarea Terme

Immagine di Santa Cesarea Terme

Lasciamo Santa Maria di Leuca e dirigiamoci sulla Strada Provinciale 358 e proseguiamo in direzione nord verso Santa Cesarea Terme prossima tappa del nostro itinerario. Con la nostra moto costeggeremo ora il versante adriatico del Salento lungo una strada panoramica e in mezzo alla natura, infatti prima di raggiungere la nostra prossima meta attraverseremo il Parco Naturale Regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco Tricase.
Santa Cesarea Terme è caratterizzata da una costa rocciosa con anfratti, calette e grotte. Se avete voglia di prolungare la vostra permanenza in Salento rigeneratevi grazie alle acque sulfuree di questa zona. Non perdete la caletta di Porto Miggiano, dove rocce e sabbia si incontrano e danno vita ad un incantevole scenario naturale; fate visita alla grotta Romanelli, che conserva ancora resti dell'epoca preistorica. Tra le altre grotte naturali visitate la più grande, quella dei Cervi, un'insenatura naturale nella quale trovò riparo Enea fuggito da Troia.

immagine della tappa g Otranto

Immagine di Otranto

Ultima tappa del nostro itinerario alla scoperta del Salento è Otranto, luogo di suggestiva bellezza dove il blu cristallino del mare si mescola al verde splendente della vegetazione e al rosso ocra dei terreni ricchi di bauxite, con la torre del Serpente e il faro di Punta Palascia che fanno da guardia ai colori di questo paesaggio.
Usciti da Santa Cesarea Terme imbocchiamo la Strada Provinciale 358 fino a Porto Badisco e poi proseguiamo lungo la Strada Provinciale 87 fino a giungere ad Otranto.
Comune più orientale d’Italia abitato fin dal Paleolitico, l'estremo lembo di terra su cui sorge Otranto è da sempre un crocevia di popoli e culture. Perla turistica nazionale grazie alla bellezza del suo borgo medievale e alla cristallinità del suo mare.
A pochi chilometri dalla città di Otranto, si trova la Baia dei Turchi, un vero e proprio paradiso dalla sabbia bianca, gli scogli ocra e le acque limpidissime. Un’insenatura a ferro di cavallo dove si narra che siano sbarcati i guerrieri turchi nel corso della battaglia di Otranto.
Dopo aver lasciato la moto ed esservi inoltrati lungo l’unico sentiero esistente per raggiungere la spiaggia di Atlantis e immergetevi nella natura dei Laghi Alimini

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