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Otranto la porta d'Oriente

Otranto Abitato fin dal Paleolitico, l'estremo lembo di terra su cui sorge Otranto è da sempre un crocevia di popoli e culture. La sua posizione sul punto più orientale d'Italia ha rappresentato la sua fortuna e la sua disgrazia: porto centrale del Mediterraneo, vera e propria porta da e per l'Oriente ha fatto si che vi fiorisse nel corso dei secoli una comunità meticcia e cosmopolita, ma allo stesso tempo l'ha resa facile obiettivo per incursioni e saccheggi come quello drammatico e catastrofico operato dai turchi nel 1480. Oggi la cittadina è annoverata tra le perle turistiche nazionali grazie alla bellezza del suo borgo medievale e alla cristallinità del suo mare.
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immagine della tappa a Da Porta Terra alla Cattedrale

Immagine di Da Porta Terra alla Cattedrale

La passeggiata nel borgo antico di Otranto può avere inizio entrando nel centro storico da una delle due porte della città. L'arco di Porta Terra, aperto lungo un tratto di mura d'età napoleonica, è parte di un sistema complesso difensivo elaborato nel corso dei secoli che comprende anche la cinquecentesca Torre Alfonsina e il suo ampio sottopassaggio munito di caditoie. Attraversato questo e la piazzetta adiacente si volta a destra e si sale lungo Via Basilica per giungere in Piazza della Cattedrale. L'austera facciata romanica a doppio spiovente domina la piazzetta, insieme al campanile con influssi arabeggianti, il portale barocco, sovrastato da un grande rosone rinascimentale dà accesso al grande interno che ospita il più grande mosaico pavimentale medievale d'Europa: l'opera del presbitero Pantaleone, realizzata tra il 1163 e il 1165, si spiega lungo le tre navate in un racconto tratto da testi sacri e non, in cui misteriose raffigurazioni raccolte intorno all'Albero della Vita pongono questo luogo tra le grandi mete dell'arte internazionale. Nella Cappella dei Martiri, il luogo più venerato della città, sono raccolte le spoglie mortali degli Ottocento Martiri otrantini, vittime dell'eccidio perpetrato dagli ottomani nell'agosto 1480.

immagine della tappa b Dalla Chiesa di San Pietro al Bastione dei Pelasgi

Immagine di Dalla Chiesa di San Pietro al Bastione dei Pelasgi

Percorrendo Corso Garibaldi fino a Piazza del Popolo, attraverso una scalinata si giunge alla piccola Chiesa bizantina di San Pietro. Incastonata nel cuore del centro storico, la chiesetta a pianta centrale è il gioiello più antico, risalente al IX-X secolo. L'interno è riccamente decorato da affreschi databili dal IX al XV secolo e consente di respirare un'atmosfera tutta levantina. E' molto probabile che, seppur di piccole dimensioni, questo edificio sia stato la prima Basilica della città che fu eletta metropoli circa un secolo prima della costruzione della Cattedrale normanna.

Uscendo dalla chiesa è piacevole perdersi nel labirinto di vicoli che sboccano sul Bastione dei Pelasgi, un tratto delle mura cittadine a picco sul mare dove è possibile passeggiare ammirando il piccolo porto dalle acque cristalline e dove la sera si può degustare un ottimo cocktail in uno dei tanti localini che affacciano sul mare.

 

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immagine della tappa c Il Castello Aragonese

Immagine di Il Castello Aragonese

Seguendo il perimetro delle mura e attraversando il ponte dell'Immacolata si raggiunge il castello aragonese. La fortezza fu realizzata nel XV secolo inglobando le strutture difensive di età sveva esistenti. Il castello si presenta con una pianta pentagonale irregolare e munito di tre torrioni cilindrici e un bastione “a punta di diamante” realizzato nel cinquecento per resistere all'assalto delle armi da fuoco che fecero la loro prima comparsa a Otranto nel fatidico sacco del 1480. Oggi il Castello ospita importanti mostre di arte contemporanea, oltre a fiere ed eventi culturali.

immagine della tappa d Da Porta a Mare al Santuario di Santa Maria dei Martiri

Immagine di Da Porta a Mare al Santuario di Santa Maria dei Martiri

Porta a Mare, chiusa fino a qualche anno fa dal crollo di una chiesa ivi costruita, si apre sulla parte di fossato prospicente il porto. Da qui, seguendo lo stesso percorso della lunga colonna di prigionieri otrantini che nel 1480 si recavano al patibolo, si raggiunge il Santuario di Santa Maria dei Martiri a loro intitolato sul Colle della Minerva. Nella chiesa annessa al Convento di San Francesco di Paola, realizzata nel Seicento in stile rinascimentale e con altari barocchi, è conservato un grandioso dipinto del XVI secolo di Lavinio Zoppo raffigurante appunto La strage di Otranto.

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