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Alla scoperta delle altitudini foggiane

Da Volturino a Roseto Valfortore, passando per Alberona

Un itinerario alla scoperta di atmosfere e paesaggi montani delle montagne daune, tra borghi che conservano il fascino medievale, sapori di prodotti tipici come miele e tartufi e costruzioni religiose semplici e severe.
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immagine della tappa a Volturino

Immagine di Volturino Posto su una delle alture più rilevanti del Subappennino dauno, Volturino offre una magnifica panoramica che spazia fino ai confini del Gargano e delle Murge baresi. Nel suo centro si può ammirare uno degli scorci più belli, in Piazza Giovanni Civetta, che circondata da antichi palazzi dall’architettura locale offre a chi la percorre uno scenario unico, un panorama mozzafiato su tutto il paese e sui lontani monti dauni. In Largo della Chiesa, vicino Corso Vittorio Emanuele, si erge la Chiesa di Santa Maria Assunta. Costruita nel 1774, ha una facciata caratterizzata da un antico portale sovrastato da un rosone e da un imponente campanile. Il Palazzo Baronale, sede del feudatario e delle milizie, sorge accanto alla Chiesa Madre, come a voler racchiudere nello spazio aereo i due simboli del potere: quello spirituale e quello temporale.

immagine della tappa b Alberona

Immagine di Alberona Dopo 11 chilometri arriviamo ad Alberona, che si estende in un territorio prevalentemente boschivo. Nel suo centro si può ammirare la Chiesa Madre fatta edificare dal Priore della città tra il 1719 e il 1723, sui resti dell'antica chiesa templare. Dedicata alla Natività di Maria Vergine e caduta in rovina più volte, furono necessari all'inizio dell'Ottocento numerosi interventi di ristrutturazione da parte del comune e dei privati e ancora oggi presenta, ben conservato, lo splendido campanile, che ingloba al piano terra e al primo piano i resti di una delle due torri del Palazzo Priorale. Nel centro storico di Alberona è presente anche la Fontana Pisciarelli, costruita nel 1900 e restaurata nel 2001. In dicembre si tiene la Sagra delle pettole, fatte di pasta lievitata, morbidissima, fritta nell’olio bollente.

immagine della tappa c Roseto Valfortore

Immagine di Roseto Valfortore L’ultima tappa del nostro viaggio è Roseto Valfortore. E’ immancabile una passeggiata nel suo centro storico, che permette di ammirare gli scorci di uno dei borghi più belli d’Italia, oltre al paesaggio dei boschi circostanti dal belvedere. Nei pressi c’è la  Chiesa di San Filippo Neri, edificata nel 1623 ed ubicata al primo piano di un edificio. Roseto conserva le tracce di mestieri antichi, grazie a vecchi mulini, ad un lavatoio e ad un antico forno a paglia ancora in funzione.
Nelle aree boschive limitrofe è possibile trovare il tartufo nero, il tartufo bianco, il bianchetto e l'uncinato. Ogni anno si tengono infatti delle sagre sul tartufo nero ma assume grande importanza, in questo piccolo borgo, anche il miele.
Se volete fermarvi a Roseto Valfortore, potrete soggiornare presso l'Albergo diffuso e cenare presso la Locanda di Tullio e Amalia.

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