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Nella Daunia nord-occidentale

Da Castelnuovo della Daunia a Motta Montecorvino, passando per Pietramontecorvino

Un breve viaggio nella zona Nord Ovest del Subappennino dauno, nei borghi di Castelnuovo della Daunia, Pietramontecorvino e Motta Montecorvino: piccoli paesi che hanno conservato il loro fascino antico in un’atmosfera magica dovuta all’ambiente naturale nel quale sono immersi e ai loro centri storici rimasti intatti.
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immagine della tappa a Castelnuovo della Daunia

Immagine di Castelnuovo della Daunia L’itinerario parte da Castelnuovo della Daunia, situato nella campagna dauna. Il nome originario fu Castrum Sclavorum, in quanto fu fondato dagli Schiavoni, popolazioni slave che, provenendo dall'Illiria, approdarono sulle coste pugliesi in tre ondate successive. Da vedere c’è la Chiesa Matrice intitolata a Maria SS. della Murgia. La struttura della chiesa ha subito nel tempo profonde trasformazioni, ingrandendosi di pari passo con lo sviluppo dell'abitato. Murato l'originario portale del sec. XIII, nel secolo successivo ne fu aperto un altro sul fianco destro e innalzata la massiccia torre campanaria. Altro edificio di culto da visitare è la   Chiesa di Santa Maria Maddalena eretta nel 1579 grazie alla munificenza di Don Francesco de' Sangro, marchese di Castelnuovo. Di rilievo sono il ricco portale, proveniente dal Convento di San Matteo in Scurgola, l'organo con balaustra finemente decorata del 1703, la statua lignea dell'Immacolata Concezione del 1763 opera di Paolo Saverio Di Zinno, diverse tele di Benedetto Brunetti databili tra il 1680 ed il 1685 ed altri interessanti dipinti del Seicento e del Settecento.

immagine della tappa b Pietramontecorvino

Immagine di Pietramontecorvino A pochi chilometri di distanza troviamo Pietramontecorvino, borgo originatosi da Montecorvino, centro bizantino e sede vescovile nel 1018 che si fregia della Banidera arancione del Touring Club ed è considerato come uno dei Borghi più belli d'Italia. Nell’abitato possiamo trovare la Chiesa Matrice, probabilmente costruita alla fine del XII secolo, anche se nel XVIII secolo, importanti lavori di ristrutturazione ne capovolsero l'orientamento originario che prevedeva l'altare rivolto ad oriente. L'interno conserva una cappella di gusto rinascimentale e il cenotafio della famiglia Tinto. La quadrangolare torre campanaria, di tipico assetto medievale, è sormontata da una cupola maiolicata sui toni del verde e del giallo. Da non perdere è anche il Palazzo Ducale, nel quale la presenza di uno stemma angioino e alcune bifore riccamente ornate, ne attestano l'origine duecentesca. E’ formato da un edificio di tre piani la cui ala nobile, quella meridionale, presenta un ingresso sormontato da un mascherone che conduce nel salone di rappresentanza.
A Pietramontecorvino è possibile acquistare gli ottimi formaggi del Caseificio Corvino Bianco, per portare con sè i sapori tipici della Daunia.

immagine della tappa c Motta Montecorvino

Immagine di Motta Montecorvino L’ultima tappa dell’itinerario è Motta Montecorvino, anch’essa nata da Montecorvino, situata in cima ad una collina a pochi passi da Monte Sambuco tra i boschi del Subappennino Dauno. Il suo centro storico conserva in parte l'aspetto medioevale: la Chiesa Arcipretale di San Giovanni Battista, con la relativa piazza omonima di fronte, è del XV secolo e si caratterizza per il campanile gotico del 1447, probabile trasformazione di una delle torri dell'originaria cinta muraria. Durante la II guerra mondiale il campanile venne utilizzato come fortezza dai militari dell'esercito tedesco. Degna di nota è anche la quercia secolare di San Luca. Nelle vicinanze del paese è anche possibile visitare la cosiddetta “Sedia del diavolo”, ossia i resti di un’antica torre la cui struttura – modificatasi nei secoli a causa dei crolli - è andata via via assumendo le sembianze di una grande sedia.

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