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Una giornata alla scoperta di Trani

Trani

Sorta probabilmente nel II-IV secolo, si sviluppò in seguito alla distruzione di Canosa, nel IX secolo. Le sue attività marinare ebbero impulso sotto i bizantini e i normanni e soprattutto nel periodo del dominio svevo. Il nucleo più antico si estende su una piccola penisola e presenta il tipico tessuto urbanistico normanno a spina di pesce. La sua cucina coniuga elementi della campagna pugliese con i prodotti ittici del mar Adriatico.


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immagine della tappa a Cattedrale di San Nicola Pellegrino

Immagine di Cattedrale di San Nicola Pellegrino La Cattedrale è uno degli esempi più significativi dell’architettura romanica della regione. E’ costituita dall’ipogea di S. Leucio del VII secolo circa, dalla cripta di San Nicola (XII secolo), dalla Chiesa di Santa Maria della Scala (VII secolo) e dalla Chiesa superiore. La facciata sopraelevata presenta un rosone ed un ricco portale chiuso dalla porta bronzea di Barisano da Trani del 1179. Il campanile è duecentesco ed è alto 59 metri, mentre l’interno è a tre navate grazie alle quali si accede alla cripta di San Nicola, composta da ventotto colonne marmoree.

immagine della tappa b Castello svevo

Immagine di Castello svevo Un simbolo di Trani riconosciuto in tutto il mondo è il Castello Svevo, edificato su un banco roccioso situato al centro del golfo di Trani per proteggerlo da eventuali assalti dal mare. Nello stesso sito era sorta in precedenza una modesta torre (X-XI secolo), i cui resti sono stati rinvenuti sotto l'ingresso dell'attuale Castello. In origine di forma quadrangolare, con torri quadrate agli angoli e cortile centrale, fu prolungato nei tre lati verso terra con l’aggiunta del muro di cinta esterno, in origine percorso da un camminamento che creava tre cortili esterni. Un fossato, forse di origine naturale, separava il castello dalla terraferma. Venne poi modificato in epoca angioina e usato come carcere nell’Ottocento.

immagine della tappa c Palazzo Antonacci Telesio

Immagine di Palazzo Antonacci Telesio Edificato nel 1761 dalla famiglia Antonacci passò poi per successione ai duchi Telesio che tuttora lo abitano. Con la facciata principale rivolta verso il porto, sulla odierna Piazza Quercia, ha subito un ampliamento sul lato est, dopo la demolizione delle mura federiciane nel 1845 ad opera dell'architetto Luigi Castellucci di Bitonto, lo stesso che adeguò pure la facciata di Piazza Quercia allo stile neoclassico. Il palazzo ospita all'interno il Museo delle Carrozze: una raccolta di 33 carrozze ottocentesche, appartenenti per lo più alla famiglia Telesio, oltre a finimenti e divise da cocchiere. L'importanza di questa raccolta sta nell'illustrare l'abilità artigianale dell'epoca e nel far rivivere la storia di un'intera classe sociale e di tutti coloro che per essa operavano.

Prima di lasciare la città viconsigliamo di degustare la cucina tranese che utilizza ingredienti tipici della tradizione pugliese. Immancabile e popolare il piatto a base di patate, riso e cozze, con l’aggiunta di cipolle, aglio, prezzemolo e, ovviamente, olio extravergine d’oliva; la frittata di lampascioni, piccoli bulbi simili a cipolle usatissimi nell’Italia meridionale e le sempre presenti orecchiette alle cime di rape, serviti nella variante tranese con tre alici e abbondante pepe.


 



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