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Tre tappe nel cuore delle Murge

Da Bitetto a Gioia del Colle, passando per Acquaviva delle Fonti.

Un itinerario che va in profondità nelle Murge, altopiano della Puglia centrale, comprese tra il corso dell’Ofanto e la linea Taranto – Brindisi a sud. Un viaggio tra tre cittadine medio-piccole che ben rappresentano queste terre, tra l’asprezza delle rocce calcaree e la dolcezza dei mandorleti.

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immagine della tappa a Bitetto

Immagine di Bitetto Partiamo da Bitetto, centro rurale delle Murge di origine apula. Visitiamo la Cattedrale, che fondata intorno al Mille, fu ricostruita in forme tardoromaniche nella prima metà del Trecento. La facciata ha un rosone e tre portali, il maggiore dei quali è riccamente decorato. Il campanile e settecentesco.
Nella piccola Chiesa di S. Maria Veterana, del XIV secolo, si ammirano interessanti opere pittoriche di diversi periodi, tra le quali una Madonna in stile senese

immagine della tappa b Acquaviva delle Fonti

Immagine di Acquaviva delle Fonti Altra località delle Murge situata al centro di una zona ricca di falde acquifere. Abitata  forse dal VI secolo, subì vari saccheggi da parte dei Saraceni. Fiorente sotto i Normanni, fu poi proprietà di varie famiglie nobiliari.
In piazza dei Martiri sorgono gli edifici più importanti della cittadina: la Cattedrale e il seicentesco Palazzo del Principe, sede del municipio, eretto in forme barocche sulla rocca normanna. La cattedrale fu edificata nel corso del XVI secolo sulla precedente costruzione che risaliva al 1100, di cui rimangono alcuni elementi murari. La cripta conserva interessanti decorazioni ottocentesche.

immagine della tappa c Gioia del Colle

Immagine di Gioia del Colle Centro delle Murge già abitato in epoca preistorica e roccaforte bizantina  (Joha), fu successivamente possesso di diverse famiglie. Il Castello, edificato dai Normanni su una precedente costruzione bizantina, fu ristrutturato da Federico II nel 1230 e in seguito dagli Angioini, con rivestimento a bugnato. Nel castello ha sede un museo archeologico che comprende reperti databili fino al III secolo a. C.
In corso Vittorio Emanuele c’è la Chiesa di San Domenico, edificata dai frati Domenicani nel XVI secolo, fu donata la Comune nel 1813.

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