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La Sabina e la provincia di Rieti

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"La Sabina": aree geografiche

Eco-sostenibilità, olio, agricoltura ed acqua: sono queste le parole d’ordine della Sabina. Una regione storico-geografica dell’Italia centrale e che oggi coincide per gran parte con il territorio della provincia di Rieti.

La Sabina regala un interessante connubio di storia e natura come l'Abbazia di Farfa, Greccio sulle tracce di San Francesco, le sue oasi naturalistiche come i Laghi del Salto e del Turano, l'ulivo più longevo d'Europa a Canneto, l'Alta Valle del Velino.

La Storia

Sabina, la madre di Roma

Il territorio della Sabina, attraversato dall’antica via Salaria, racchiude l’attuale provincia di Rieti ed alcune zone della provincia di Roma, dell’Umbria e dell’Abruzzo. Numerose testimonianze archeologiche fanno risalire i primi insediamenti al Paleolitico (60.000-30.000 a.C.). 

La Sabina prende il nome dal popolo dei Sabini che si insediò nel territorio a partire dal X-IX secolo a.C., giunti dalla costa Adriatica, fondarono le città di Reate, Nurcai, Trebula Mutuesca e Cures, favoriti soprattutto dalla fertilità del terreno per la prossimità del fiume Tevere. Anche se Catone sostiene che la prima dimora dei Sabini si trovasse alla base del Gran Sasso, è altrettanto vero che i loro insediamenti occupavano anche la fertile valle del Velino.

Questo popolo diede vita ad una delle più antiche stirpi italiche, tanto che, grazie all’episodio misto tra storia e leggenda del famoso “Ratto delle Sabine”, la Sabina viene identificata come la “madre di Roma e degli italiani”. Tuttavia, questo non evitò che nel corso degli anni vi fossero scontri tra Sabini e Romani che portarono alla demarcazione netta tra la ricca Sabina Tiberina e la Sabina povera di Rieti.

storia della sabina

Il dominio romano

Il progressivo dominio romano su tutta la Sabina modificò il territorio che si popolò di ville rustiche. Intorno a queste si svolgevano tutte le produzioni agricole, che poi venivano spedite a Roma attraverso il Tevere e la via Salaria. La loro produzione era costituita nella maggior parte dalla vinicoltura, dall'olivicoltura e da qualche allevamento.

Una modifica dell’assetto urbanistico della Sabina che ha permesso, nel corso dei secoli, una salvaguardia del paesaggio che ha subito pochissime modifiche tanto che oggi vale ancora la descrizione che Strambone fece nel primo secolo a.C. quando raccontava che questo territorio era ricco di verdi colline ricoperte da alberi di ulivo, vigneti e querce secolari.

Esempio di ville romane erano “i Casoni”, attribuita a Varrone, vicino al'odierno Poggio Mirteto. Ma anche Orazio ha più volte descritto la villa posseduta nel territorio della Sabina.

Altri esempi di ville romane si trovano a Montebuono, qui anticamente sorgeva la Villa “Terme di Agrippa”, composta da diversi ambienti, e che sarebbe appartenuta a Marco Vipsanio Agrippa, genero di Augusto. In Sabina sorgeva anche la villa dell’imperatore Vespasiano, si tratta di una struttura ben conservata che si estende per quattrocento metri di lunghezza, sviluppata su quattro terrazzamenti.

Mentre nel territorio di Torri in Sabina, in località Vescovio, sorgono le rovine dell'antico municipio romano di Forum Novum

 

Sabina Medievale

Il periodo successivo al declino dell’Impero Romano provocò una serie di sconvolgimenti: il territorio fu oggetto di continue invasioni e spopolamenti dovuti alla peste, ma fu caratterizzato anche dalla diffusione del cristianesimo e del monachesimo. Risale al VI secolo la fondazione dell’Abbazia di Farfa che in pochi decenni divenne uno dei centri più conosciuti e prestigiosi dell’Europa medievale, lo stesso Carlo Magno, poche settimane prima di essere incoronato in Campidoglio, visitò l’Abbazia. E’ proprio nel periodo tra il IX e l’XI secolo d.C. che vennero costruiti diversi castelli nei centri della Sabina.

Il declino del potere dell’Abbazia, intorno al XII secolo, coincise con l’affermarsi dello Stato pontificio che portò in Sabina le grandi famiglie Romane, che diventarono le assolute protagoniste della storia locale. Fu proprio grazie a loro che i castelli furono trasformati progressivamente in palazzi baronali, esempi sono quelli di Roccasinibalda, Collalto e Orvinio, ed altri furono costruiti ex novo come Palazzo Camuccini a Cantalupo o Palazzo Orsini a Toffia.

Intorno al 1700 si sviluppò la “mezzadria”: i contadini cominciarono a lasciare i vecchi centri per spostarsi nelle campagne.

 

Le vie storiche

Una delle prerogative della Sabina, che nel corso dei secoli ha favorito il suo sviluppo, è stata la presenza di abbondanti corsi d’acqua, ma anche di vie di comunicazione in grado di raggiungere Roma. Un ruolo fondamentale è stato attribuito alla via Salaria, la strada consolare voluta dai romani per raggiungere l’antica Porto d’Ascoli, e così chiamata per il commercio del sale.

Da Rieti partono gli ultimi 100km della via Francigena, “La Via della Fede”, che i pellegrini percorrevano verso Roma ed i Giubilei.