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"La Costa degli Dei": i comuni

La Costa degli Dei è frequentata ogni anno da moltissimi turisti, che vengono ad ammirare questo splendido litorale: tratti frastagliati alternati a spiagge bianchissime, deliziose baie e insenatura nascoste, fondali che celano reperti archeologici

La Costa degli Dei è il tratto di costa calabrese compresa nella provincia di Vibo Valentia, da Pizzo a Nicotera: questo litorale comprende alcune delle spiagge più rinomate a livello mondiale, tra le quali innanzitutto la spiaggia di Tropea, considerata la perla del Mar Tirreno.

Cultura

Ogni epoca, ogni popolazione ha lasciato qui un’impronta della propria cultura, che oggi possiamo ammirare tra reperti archeologici, luoghi di culto e fortezze, ornati dall’azzurro del mare cristallino.

Le meraviglie del patrimonio culturale: dall'antichità...

Una delle zone più interessanti per gli amanti dell’archeologia è quella di Vibo Valentia, presso la quale sono stati rinvenuti i resti delle mura dell’antica colonia greca Hipponion, grazie agli studi effettuati nell’area di Trappeto Vecchio da Paolo Orsi nella prima metà del XX secolo. Inoltre, nei pressi sono stati ritrovati i resti di due templi dorici, di uno ionico, e di una necropoli della località Scrimbia risalente al VII secolo a.C. I resti di quest’ultima si possono osservare nel Museo Archeologico Vito Capialbi di Vibo Valentia: tra i materiali di maggior pregio vi sono un corredo funerario dell’Età del Bronzo e una lamina d’oro con intagli relativi al culto orfico; il Museo, allestito all’interno del castello normanno–svevo, custodisce anche reperti di età romana, quali mosaici e oggetti provenienti dalle ville patrizie. Nella zona di Sant’Eufemia Vetere sono stati invece ritrovati indizi di un insediamento, databile al IV-III secolo a.C., che gli studiosi hanno supposto essere quello dell’antica Terina, colonia di Crotone.

cultura della costa degli dei

...al Medioevo

Tre imponenti fortezze dell’età medievale si possono ammirare nelle città di Vibo Valentia, Lamezia Terme e Pizzo Calabro. Il primo risale probabilmente all’epoca di Federico II, pur se si ipotizza una sua prima costruzione anche precedente: si racconta che l’imperatore svevo, rimasto affascinato dalla zona, abbia ordinato al secreto di Calabria la ricostruzione del centro abitato e la realizzazione di una struttura difensiva; dal 1995 il castello è sede del Museo Archeologico Vito Capialbi. La fortezza di Lamezia Terme è invece probabilmente ancora più antica, e risalirebbe nella struttura originaria alla dominazione bizantina: abbandonato per molto tempo, è stato recentemente restaurato dall’amministrazione comunale. Infine, il castello di Pizzo Calabro, fatto costruire nel XV secolo da Ferdinando I d’Aragona, è famoso per essere stato il luogo della fucilazione di Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, condannato per aver tentato di riconquistare il Regno di Napoli.

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A Pizzo Calabro è anche possibile visitare la deliziosa e suggestiva Chiesetta di Piedigrotta, la cui storia si perde tra realtà e racconti popolari: sembra che nei pressi vi sia stato il passaggio di un veliero durante un nubifragio, e che l’equipaggio abbia fatto voto di costruire, in caso di salvezza, un piccolo luogo di culto per la Vergine con l’immagine portata sull’imbarcazione. Anche il Santuario di Santa Maria della Fontana, a Spilinga, è legato alla suggestiva storia di un miracolo: sembra sia stato costruito sul luogo dell’apparizione della Madonna ad una contadina locale. A Tropea si possono visitare la Concattedrale, del XII secolo, che custodisce l’opera Madonna del Popolo di Angelo Da Montorsoli e altre opere di pregio, e la Chiesa di Santa Maria dell’Isola, divenuta uno dei simboli della città, ed eretta su quello che un tempo doveva appunto essere un lembo di terra distaccato. A Tropea bisogna fare una tappa anche nel Museo Diocesano, che conserva il Tesoro della Cattedrale, con magnifiche opere, come la statua di Santa Domenica, protettrice della località, realizzata in argento sbalzato e cesellato.

e al XVIII secolo

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Anche dei secoli successivi abbiamo testimonianza attraverso bellissimi edifici di culto, come la Chiesa del Purgatorio di Pizzo, annessa all’Oratorio dell’Arciconfraternita della Madonna delle Grazie, con cui condivide la facciata dell’edificio; la Chiesa Matrice di San Giorgio, nella stessa città, caratterizzata dalla facciata in stile barocco e numerose opere di pregio, come il Battesimo di Gesù, San Giorgio a Cavallo e l’Ultima Cena; la Chiesa di San Domenico di Lamezia Terme, finita di costruire nel 1700, che presenta la facciata neoclassica e l’interno barocco.