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Area del Pollino e le comunità Arbereshe

Itinerari Turistici

"Area del Pollino": i comuni

La natura e l’arte incontrano la magia delle antiche tradizioni popolari

L’area del Pollino, nel nord della regione calabrese, è dominata dal massiccio del Pollino, da cui prende il nome; il massiccio è racchiuso all’interno del territorio dell’omonimo Parco Nazionale, che occupa gran parte della zona e che offre agli occhi dei visitatori scorci panoramici magnifici. Ai colori della natura si accostano le meraviglie create dall’uomo, tra splendide chiese e imponenti castelli. Ma questa zona offre anche una peculiarità in più: la presenza delle comunità arbereshe, qui radicatesi dal XIV–XV secolo.

Storia

L’incantevole storia delle varie dinastie che si sono succedute e fuse nel sud Italia, è maggiormente caratterizzata nell’area del Pollino dalla presenza delle comunità arbereshe, con un passato che continua a vivere consolidato in seducenti tradizioni.

IL POLLINO CROGIUOLO DI CULTURE
Il territorio del Pollino racchiude tra i suoi Comuni una ricchezza storico-culturale enorme, che cronologicamente spazia, con le sue testimonianze più interessanti, dall’età preistorica a quella medievale.Per quanto riguarda i ritrovamenti inerenti il primo periodo, dirigendosi verso Castrovillari, nella vicina località di Celimarro sono venuti alla luce manufatti di pietra e resti di mammiferi riferibili al Paleolitico Medio e Superiore, in parte custoditi proprio nel Museo Archeologico di Castrovillari. Successivamente colonizzata dai Greci, cui fu contesa dal popolo dei Bruzi, l’area del Pollino fu poi conquistata dai Romani; del dominio di questi ultimi abbiamo prova grazie al Lapis Pollae, o Lapide di Polla, dal nome del luogo in cui è stato trovato, reperto importante su cui è inciso il tracciato dell’antica strada consolare romana Capua–Rhegium.Dopo la caduta dell’Impero Romano si susseguirono Longobardi e Bizantini, per capire i quali si può visitare il Museo delle Icone di Frascineto, e poi Normanni, Svevi e Aragonesi, della cui dinastia è possibile ammirare il bellissimo e imponente Castello di Castrovillari, fatto costruire da Ferdinando I nel XV secolo.

storia dell'area del pollino

IL FASCINO DELLA COMUNITA’ ARBERESHE CALABRESE
Molti Comuni dell’area del Pollino sono stati fondati dalla comunità albanese, qui costituita silentamente con le varie immigrazioni di gruppi di arbereshe, a partire dai primi arrivi del XIV-XV secolo di mercenari reclutati per affrontare le lotte tra i feudatari e la dominante dinastia angioina.Nel XV secolo gli spostamenti si intensificarono anche a seguito dell’invasione turca in Albania e del matrimonio tra Irene Castriota, pronipote del patriota ed eroe albanese Skanderbeg, e il principe di Bisignano Pietro Antonio Sanseverino. Tante sono le tradizioni che la comunità porta avanti ancora oggi, e che costituiscono un importante e notevole patrimonio culturale per i paesi in cui essa è radicata.Tra questi ultimi vi sono Civita, tra i più famosi, Acquaformosa, San Basile, Lungro, Frascineto ed Eianina.Con la legge 482/1999 lo Stato italiano ha riconosciuto gli arbereshe come minoranza linguistica da tutelare.

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LA NASCITA DEL PARCO NAZIONALE
L’istituzione del Parco Nazionale del Pollino, avvenuta ufficialmente con la legge 67/1988, ha avuto una storia travagliata, con un percorso rallentato dal disinteressamento delle istituzioni e interrotto spesso dainfausti tentativi di progetti speculativi. Infatti le attività del Parco sono state avviate realmente solo nel 1993. Esso si estende per circa 192.000 ettari tra la Calabria e la Basilicata, tra il Mar Ionio e il Mar Tirreno; il suo territorio comprende il Massiccio del Pollino, i monti dell'Orsomarso e il monte Alpi. Con un’area così vasta, il Pollino è caratterizzato da un’ampia varietà di specie sia nella vegetazione che nella fauna: dalla macchia mediterranea ai boschi di querce, aceri e castagni, fino ai faggi e, soprattutto, al pino loricato, presente anche sulle cime più alte; dai numerosi esemplari di farfalla ai coleotteri, dal picchio nero all’aquila reale, dal lupo al capriolo appenninico.

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