Home

Preseleziona la ricerca


Area archeologica di Egnazia Grotte di Castellana Trulli Rione Monti Ulivi secolari Villaggio rurale Zoo Safari

Trulli, grotte e buona cucina

Fasano
Area archeologica di Egnazia

Trulli, grotte e buona cucina

Castellana Grotte
Grotte di Castellana

Trulli, grotte e buona cucina

Alberobello
Trulli Rione Monti

Trulli, grotte e buona cucina

Carovigno
Ulivi secolari

Trulli, grotte e buona cucina

Locorotondo
Villaggio rurale

Trulli, grotte e buona cucina

Fasano
Zoo Safari

"La Valle d'Itria": i comuni

Cultura - Trulli, Masserie e Grotte

LA MURGIA DEI TRULLI
Le pietre strappate dagli antichi contadini alla Murgia per ricavare il poco terreno utile alle colture furono impiegate per edificare case, masserie, trulli, per pavimentare le vie cittadine e per costruire muretti a secco ed erigere la Specchie. Infatti la natura lussureggiante, i trulli, le masserie, i borghi antichi, i castelli, le cattedrali, i monasteri, i frantoi ipogei, le antiche cantine, e poi le sagre, le feste religiose e le danze popolari sono alcuni degli ingredienti che arricchiscono gli itinerari della Valle d’Itria, uno degli ambienti più rappresentativi della Puglia, terra dei famosi trulli che con le loro coperture grigie a forma di cono spiccano tra le coltivazioni geometriche che ricoprono l’intera valle, ma anche terra caratterizzata da splendide grotte carsiche, tra cui le celebri Grotte di Castellana. Un paesaggio caratterizzato da querceti e macchia mediterranea tra i quali si trovano i numerosi vigneti da cui si ricava un vino bianco di ottima qualità, quale il Locorotondo DOC ed il Martina Franca DOC, e uliveti secolari dai quali si produce olio di oliva extravergine.
A metà strada tra i mari Ionio e Adriatico si trova dunque questa estesa depressione carsica sulla quale come balconi naturali si affacciano le tre città d’arte di Martina Franca, Cisternino e Locorotondo, mentre i territori di Alberobello e Ceglie Messapica ne rappresentano gli estremi lembi. Il paesaggio della Valle è caratterizzato da chilometri di muretti a secco che delimitano le proprietà, e da migliaia di casedde, le tipiche architetture che rappresentano un’evoluzione dall’arcaico trullo.
Visitando Ostuni, la “Città bianca” dal fascino fiabesco, si resta affascinati dalla vista della valle poiché si presenta agli occhi come un tripudio di colori che vanno dal verde dei piccoli boschi di querce ai secolari ulivi, ai vigneti, al bianco dei trulli e delle masserie fino alla “terra rossa” della campagna.
Inoltre stupendo è il centro storico di Martina Franca in stile barocco e rococò, che con le sue stradine, i suoi vicoli, i palazzi signorili e le maestose e monumentali chiese, come la Basilica di San Martino, offre un percorso indimenticabile.


LA VALLE DEI TRULLI
Nella campagna tra Alberobello e Locorotondo, tra boschi di lecci, vigne, ulivi e macchie di cespugli si possono ammirare le linee interminabili di bianchi muri a secco intercalati ai trulli, che rendono questo paesaggio unico.
I trulli sono antiche e misteriose architetture in pietra a secco, onnipresenti nella Valle d’Itria, sorti come ricoveri temporanei per pastori e per attrezzi agricoli, trasformati dai contadini in dimore permanenti ed eletti dagli studiosi a simboli architettonici della “civiltà contadina”, che oggi sono soprattutto case di villeggiatura e d'accoglienza turistica, in grado di garantire il silenzio e la pace della campagna non distante, però, dai caratteristici borghi antichi animati da eventi culturali. Oltre che nella città di Alberobello e in tutto il territorio della Valle d’Itria, interessanti sono le tipologie di trulli visitabili anche nelle masserie e nelle Contrade.
Alberobello è certamente la patria di queste caratteristiche costruzioni coniche, simbolo della Puglia, tanto da essere stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, con il centro storico integralmente costituito da questi particolari edifici che lo rendono unico al mondo con il Rione Monti e il Rione Aia Piccola in cui sono presenti più di 1.000 trulli.
Nei dintorni c'è Locorotondo, candido borgo arroccato su uno sperone roccioso, un vero e proprio balcone naturale sulla Valle dei Trulli che appare come un ammasso abbacinante di case bianche accumulate in cerchi concentrici.
Dal punto di vista storico la costruzione a secco senza malta sembra sia stata imposta ai contadini nel XV secolo dai Conti di Conversano, per sfuggire ad un editto del Regno di Napoli che imponeva tributi ad ogni nuovo insediamento urbano; tali edifici risultavano perciò costruzioni precarie e quindi non tassabili, ma in realtà i trulli sono tutt’altro che precari con la struttura interna priva di elementi di sostegno ma dotata di una straordinaria capacità statica la cui concezione ingegneristica affonda le radici nel passato più remoto; ed è questo che fa di Alberobello il luogo per un viaggio in un paese senza tempo.
cultura della valle d'itria
LE MASSERIE
La Masseria è una tipica costruzione la cui architettura si è fortemente sviluppata nella fase di passaggio tra l'economia medievale e quella moderna, quando cambia l'organizzazione produttiva e cambiano i rapporti sociali tra proprietari e lavoratori, con una separazione netta tra città e campagna, in cui la masseria costituisce il centro di produzione ed organizzazione del lavoro agricolo.
Visitare una masseria è un viaggio non solo nella storia e nell’architettura, ma soprattutto nella cultura di questo paese perché queste costruzioni rappresentano degli autentici crocevia multidisciplinari tra storia, economia, diritto, demografia, agronomia, antropologia culturale, ecologia, architettura ed urbanistica. Infatti la masseria come emergenza paesaggistica non sorge improvvisamente ma costituisce l'evento terminale di un lungo processo evolutivo delle strutture agrarie succedutesi nell'arco di millenni, di cui il precedente più interessante è rappresentato certamente dalla villa rustica romana del I secolo a.C.
Numerosissime sono le masserie nel territorio di Ceglie Messapica e di Fasano con queste antiche costruzioni circondate da estesi boschi di querce e di macchia mediterranea in cui le masserie rappresentano vere oasi naturalistiche e di pace, dove convivono in simbiosi arte e natura in quanto contengono al loro interno anche delle piccole chiese che sono dei veri e antichi gioielli con decorazioni, affreschi, dipinti e reliquie antichissime.


LE GROTTE CREATE DALLA FANTASIA DELLA NATURA
Gli ulivi secolari che ricoprono la Valle d’Itria sono alberi ammirati per i loro tronchi scultorei che si avvolgono in spirali verso l’alto e affondano le radici nel sottosuolo calcareo dove incontrano altre fantastiche forme create dalla natura: cristalli, drappeggi e volute di alabastro che rivestono i pavimenti, le pareti e le volte delle grotte. Infatti nelle profondità delle Murge si sviluppano le Grotte di Castellana.
Le acque meteoriche raggiungendo il sottosuolo hanno creato corsi d’acqua sotterranei che hanno originato gallerie e caverne, successivamente interessate da giganteschi crolli, in alcuni casi tanto imponenti da causare l’apertura di ampi lucernari che misero le grotte in comunicazione con l’esterno: ed è questo il caso della Grave, il grande pozzo profondo oltre 60 metri che dà inizio al fantastico mondo sotterraneo delle Grotte di Castellana.