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La Tuscia e gli Etruschi

Viterbo
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La Tuscia e gli Etruschi

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"La Tuscia": aree geografiche

La Tuscia Viterbese è dunque il nome letterario e turistico di questa provincia a nord di Roma, nel cuore dell'Italia, tra Umbria, Toscana e mar Tirreno, e i paesi che ne fanno parte, depositari di innumerevoli avvenimenti e leggende, s'appostano quasi sempre su primitivi insediamenti strategici, segnalati da inconfondibili tracce come la Rocca Monaldeschi a Bolsena, la Rocca dei Papi a Montefiascone o la Basilica di San Pietro a Tuscania. La Tuscia è una terra dalle molteplici sfaccettature, culla della civiltà degli Etruschi, dove si alternano i borghi medievali come il caratteristico Quartiere San Pellegrino a Viterbo, le valli incontaminate, come quella del Marta che si estende davanti al Parco Torre di Lavello a Tuscania, e numerose testimonianze d’arte come gli affreschi del Pastura nel Duomo di Santa Margherita a Tarquinia.

Forte è il legame col territorio di ognuno di questi comuni che compongono un continuum con la sua tradizione, pur avendo ognuno la propria tipicità nei colori, nei sapori e nelle manifestazioni che conducono il visitatore ad immergersi in atmosfere fuori dal tempo, come solo il complesso della Chiesa di Santa Maria in Castello a Tarquinia può fare, godere di orizzonti sconfinati come dal Belvedere di Montefiascone, recuperare le tracce del passato come nel Museo Nazionale a Viterbo.

Storia

Gli Etruschi: dal villaggio all'agglomerato urbano

Tra il X e l'VIII secolo a.C., nella fase iniziale dell’Età del Ferro, possiamo notare nella Tuscia degli importanti cambiamenti nella società etrusca con la comparsa di abitati più estesi, più popolosi e meglio organizzati che saranno il nucleo delle future città-stato etrusche come Tarquinia, Vulci, Viterbo, Tuscania che vedranno nella classe dominante la nascita di nuovi modi di pensiero grazie soprattutto allo sviluppo del commercio e dai rapporti con i navigatori provenienti dall'Egeo, dalla Sardegna e dalle coste del Mediterraneo meridionale interessati alle risorse metallifere dell'Etruria, come quelle dei Monti della Tolfa.

Come è possibile vedere attraverso il museo di Tarquinia e nella Rocca Albornoz di Viterbo, è dal contatto con il mondo greco che gli Etruschi cominciano ad avvicinarsi alla "società urbana", in cui lo spazio abitativo degli insediamenti si allontana definitivamente dalla concezione "preistorica" caratterizzata da agglomerati irregolari di capanne inframmezzati dalle aree di lavorazione. Ora infatti si assiste ad una relativa pianificazione dello spazio, di cui il principale esempio è la Civita di Tarquinia con la ricerca razionale delle aree destinate alle abitazioni, alle aree sacre, al mercato e alle necropoli (come anche la Necropoli dell’Olivo a Tuscania).Immagine della storia della Tuscia

Roma in espansione

Dopo la sconfitta etrusca nella battaglia navale di Cuma del 474 a.C. e la conseguente crisi commerciale causata dalla drastica diminuzione dei rapporti mercantili tirrenici, inizia per questo popolo una forte crisi, con il V secolo a.C. che si caratterizza per una generale agitazione delle popolazioni italiche che minacciano i confini etruschi e quelli di Roma, per giungere alla fine del IV secolo a.C. con la sottomissione a Roma di molte delle principali città etrusche come Tarquinia, Vulci, Arezzo, e Orvieto.

La politica federativa romana porta gradualmente all'annessione di molti popoli dell'Italia antica, alcuni dei quali subiscono il controllo amministrativo e la privazione di rilevanti territori su cui presto Roma avrebbe posto le sue colonie militari, come Gravisca a Tarquinia.

In particolare nel 265 a.C. gli aristocratici di Volsinii (Orvieto) chiedono l'aiuto di Roma per sedare una rivolta servile e i Romani approfittano dell'evento per dare una "lezione dimostrativa" agli Etruschi, assediando e distruggendo la città, capitale politica e religiosa della nazione etrusca, e trasferendone gli abitanti nella nuova sede di Volsinii novi sul Lago di Bolsena, oggi l’odierna città di Bolsena, le cui antiche mura etrusche con iscrizioni si possono ancora oggi vedere salendo per Via degli Adami verso la Rocca Monaldeschi della Cervara.

La Tuscia nel Medioevo: Barbari, Papi e Imperatori

Con la caduta dell'Impero di Roma nel 476 l’immenso territorio è attraversato da bande e soldatesche incontrollate di genti barbariche, tra cui soprattutto i Longobardi il cui re Liutprando concede al Papato vasti territori in donazione, creando così le premesse per la nascita del primo nucleo del futuro Stato della Chiesa e l'inizio del potere temporale dei papi nella Tuscia, con Viterbo che diverrà capitale del Patrimonio di San Pietro nel 1207.Immagine della storia della Tuscia

Le distruzioni e i saccheggi operati dai barbari indussero gli abitanti della Tuscia a rioccupare quei siti naturalmente fortificati dagli speroni calcarei che gli Etruschi avevano abitato fin dall'VIII secolo a.C. e che la pace romana aveva fatto abbandonare: nascono così i primi nuclei dei caratteristici borghi medievali che ancora oggi impreziosiscono la provincia di Viterbo come soprattutto evidente è Tarquinia, per chi proviene dall’Aurelia, così come a Viterbo per una maggiore sicurezza viene rioccupata l'antica acropoli etrusca, l'attuale colle di Piazza di San Lorenzo.

All'inizio del XIII secolo la città di Viterbo viene inserita nell'orbita papale con il disegno di Innocenzo III che tenta di costituire uno stato territoriale, ma insofferente per l’ingerenza papale la città invoca la protezione dell’imperatore Federico II che apre un periodo di lotte interne tra guelfi e ghibellini. Proprio in questo contesto di aspre lotte civili e religiose si inserisce la vita di una delle più suggestive figure della Tuscia: Santa Rosa, che predicò accanitamente contro i catari aizzati da Federico II contro il Papa e animò i viterbesi a resistere all’assalto dell’esercito dell’imperatore svevo. Il culmine dell’assedio tedesco avvenne infatti nel 1243 con la vittoria dei viterbesi che riuscirono a dare fuoco all’accampamento nemico uscendo dalla città attraverso dei cunicoli sotterranei che ancora oggi sono visitabili e molto suggestivi, con l’ingresso a Piazza della Morte.

Il fallito assedio allora sancisce la politica filo-papale per la seconda metà del XIII secolo e i pontefici allora scelgono Viterbo come sede, con l’episodio più famoso legato all'elezione papale del 1268-1271: i cardinali infatti si riunivano ormai inutilmente da più di 20 mesi, quando il popolo viterbese sdegnato di tanto indugio giunse alla drastica decisione di chiudere a chiave i cardinali nella sala dell'elezione (clausi cum clave) del Palazzo dei Papi, nutrirli a pane e acqua, e scoperchiare il tetto lasciandoli esposti alle intemperie, finché non avessero eletto il nuovo Papa.

La Tuscia nel Rinascimento: le grandi famiglie

Nel XV secolo la Tuscia passa definitivamente sotto il controllo diretto dello Stato Pontificio e le sue vicende iniziano ad essere legate alle sorti di famiglie importanti come i Borgia, i Della Rovere, i Farnese, gli Orsini che si alternano al soglio papale e la cui potenza politica ed economica si può cogliere osservando le chiese, i palazzi e le ville di cui la Tuscia è ricca e che diviene così il dominio privato di queste famiglie in una sorta di nuovo feudalesimo.

E allora dalla metà del '500 si assiste alla grande diffusione di residenze nobiliari fastose e splendide, monumenti di grande interesse nel panorama storico e architettonico del Rinascimento italiano come il Palazzo Farnese di Caprarola, il suggestivo Sacro Bosco di Bomarzo e la Villa Lante di Bagnaia alle porte di Viterbo, ma anche molto frequente è trovare all’interno di borghi o disseminati nelle campagne edifici legati a questo periodo ricco e fiorente, come la Chiesa della Madonna dell’Olivo a Tuscania; e poi luoghi magnifici assolutamente da ammirare sono anche la Cattedrale di San Lorenzo a Viterbo, il Palazzo Vitelleschi a Tarquinia e Tuscania con il Duomo di San Giacomo a Piazza Bastianini, un delizioso angolo di Rinascimento nella Tuscia viterbese.

Gli architetti principali cui fu dato il compito di costruire queste dimore furono soprattutto il Vignola e Antonio da Sangallo il Giovane, una figura di spicco nel panorama del ‘500 della Tuscia alla cui attività sul territorio è dedicato il Museo nella Rocca dei Papi di Montefiascone.

Le aree geografiche e i comuni

Lago di Bolsena e dintorni  (13)

Immagine della subarea Lago di Bolsena e dintorni

Valle del Mignone  (6)

Immagine della subarea Valle del Mignone
  • Barbarano Romano
  • Bassano Romano
  • Blera

Viterbo e i monti cimini  (11)

Immagine della subarea Viterbo e i monti cimini
  • Canepina
  • Capranica
  • Caprarola
  • Carbognano
  • Ronciglione
  • Vitorchiano

Maremma Laziale  (11)

Immagine della subarea Maremma Laziale
  • Arlena di Castro
  • Canino
  • Cellere
  • Farnese
  • Ischia di Castro

Via Amerina  (10)

Immagine della subarea Via Amerina

Area Teverina  (8)

Immagine della subarea Area Teverina
  • Bassano in Teverina
  • Bomarzo
  • Castiglione in Teverina
  • Celleno
  • Civitella d'Agliano
  • Graffignano
  • Lubriano
  • Orte

Valle del Treja  (7)

Immagine della subarea Valle del Treja