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In Calabria tra cielo, terra e mare

Da Castrovillari a Rossano, passando per Cassano all’Ionio e Corigliano.

Un itinerario tra luoghi carichi di storia e di cultura, per scoprire le bellezze dell’estremo nord della Calabria, tra la montagna e il mare. Partiamo da Castrovillari, ai confini con la Basilica, in un territorio pieno di evidenze storiche e di tradizioni uniche, per arrivare a Rossano, località balneare ricca di storia e di sapori.

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immagine della tappa a Castrovillari

Immagine di Castrovillari

Cominciamo la nostra visita da Castrovillari, la città più grande all’interno del Parco Nazionale del Pollino. Nel Museo Archeologico si possono ammirare varie vetrine con reperti archeologici dell’età paleolitica. Una grande parte del museo è dedicata al pittore Andrea Alfano, nato a Castrovillari. Consigliamo di ammirare il Castello, costruito nel 1490 su un’ampia fortificazione. Si presenta dalla forma quadrangolare con torri cilindriche ed un fossato intorno. Sopra il portale troviamo una targa con lo stemma aragonese. Spostandoci più in basso possiamo trovare l’antica Chiesa di S. Giuliano, fondata nel 1264 e poi rimaneggiata nel XV e nel XVI secolo. Su un isolato e panoramico colle, sorge Santuario della  Madonna del Castello, fondata nel 1090 per aver trovato su quel colle una sacra immagine. Fu ricostruita nel 1363 e rifatta poi nel 1769 con uno spiccato gusto barocco. La sua facciata ha due portali romanici preceduta da un portico di età medievale, l’entrata alla chiesa avviene da un portale ad ogiva. L’interno ha moltissime decorazioni in stile barocco. Sulla piazza antistante la basilica c’è un’ampia vista sul massiccio del Pollino. Interessanti anche la Chiesa di San Francesco di Paola del XVIII secolo e quella della Santissima Trinità, proprio di fronte al Castello.

immagine della tappa b Sibari (comune di Cassano all'Ionio)

Immagine di Sibari (comune di Cassano all'Ionio)

Seconda tappa è Sibari nel comune di Cassano all'Ionio. Fondata probabilmente dagli Achei nel 730-720 avanti Cristo, è la più grande città della Magna Grecia (dopo Taranto). Gli abitanti di “Sybaris”, erano ricchissimi, invidiati per il lusso dei costumi, lo sfarzo dei palazzi, la passione per la musica e la filosofia. Infatti la città divenne sinonimo di raffinatezza e opulenza. “Sybaris” ebbe questa straordinaria fortuna, poiché la campagna era molto fertile favorita dai fiumi Cratis e Sybaris, ed aveva anche miniere d’argento. Nell’area archeologica sono presenti resti di “Sybaris”, di “Thoùrioi” e di “Copia”. Il campo di scavi è suddiviso in tre settori : nel Parco dei tori è venuto alla luce un quartiere artigianale della “Sybaris” arcaica, con i resti di un edificio rurale della città di “Thoùrioi”, nel Parco del cavallo si sono i resti della romana “Copia” e nel Parco della casa bianca sono stati ritrovati i resti più antichi.

Il Museo archeologico nazionale della Sibarìtide, accoglie i materiali rinvenuti negli scavi della città e del territorio circostante, del periodo protostorico e arcaico. Di notevole interesse sono anche i Laghi di Sibari che si estendono in una zona pianeggiante, meta turistica tra le più belle del Sud Italia; diventano unici se si pensa al bellissimo panorama contornato dalla catena del Pollino, mare con acque cristalline, sabbia setosa di origine alluvionale e l'immensa quantità di verde che rendono questo posto un vero "regalo" di Madre Natura. Conosciuti anche come uno dei più grandi porti del Mediterraneo con i suoi quasi 3000 posti barca, offre la possibilità di arrivare con il proprio yacht e attraccare direttamente davanti alla propria villa. Varie sono anche le attività sportive che si possono praticare: sci nautico, snorkeling, pesca subacquea, windsurf, equitazione, calcetto, corsi di vela.

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immagine della tappa c Corigliano Calabro

Immagine di Corigliano Calabro

La tappa successiva ci conduce a Corigliano Calabro, che sorge sulle ultime propaggini settentrionali della Sila Greca, ha un nucleo antico (il caratteristico quartiere di Ognissanti) dal fitto tessuto, disposto a gradinata su un colle, con strade strette e suggestive.  Il nucleo originario ebbe origine in età medioevale, quando gli abitanti della pianura cercarono delle dimore più sicure.  Possiamo visitare la Chiesa di Sant’Antonio, eretta nel XV secolo come chiesa dei Minori Conventuali. Al suo interno conserva un buon esempio della decorazione del settecento calabrese con stucchi e balaustre marmoree. Molto suggestiva la visita al Castello Ducale e il suo Museo, con quattro torri cilindriche e un alto mastio del XI-XII secolo, con numerosi decori custoditi al suo interno del XIX secolo. Annessa al complesso fortilizio è il Santuario della Madonna del Castello, altro luogo che merita di essere visitato.

immagine della tappa d Rossano

Immagine di Rossano

Ultima tappa è Rossano. Il paese nasce su un colle ben fortificato alle estreme propaggini della Sila Greca, ed era un centro spirituale bizantino. Nel VI o X secolo, giunse nel Museo diocesano, al seguito di monaci greci, il “Codex purpureus rossanensis”, evangelario bizantino di 188 pagine illustrate da splendide miniature policrome. In piazza Steri si innalza la Torre Civica dell’Orologio. Scendendo da Piazza Steri si arriva alla Cattedrale. Quest'ultima è di origine antichissima e venne rifatta da Roberto d’Angiò nel 1330. Bellissimo il portale in tufo del XV secolo presente sul fianco destro della chiesa. L’interno ha mantenuto l’impostazione basilicale gotico-angioina, anche se gli avvenuti rifacimenti nel tempo danno alla chiesa un aspetto composito. Nella navata centrale possiamo ammirare l’affresco bizantino del IX-X secolo, della Madonna Achiropita (cioè non dipinta da mano umana), protetta da un ricco tabernacolo ligneo con fregi e angeli del XVIII secolo. La tradizione dice che l’affresco è apparso per miracolo sul muro della chiesa in costruzione. Vicino alla Cattedrale vi è il Palazzo arcivescovile, nel quale è allestito il Museo diocesano caratterizzato da arredi, oggetti e opere d’arte provenienti dalla Cattedralee da altre chiese del paese di Rossano. I sapori di un tempo si ritrovano nei piatti della tradizione. Famose sono le zeppole dolci, preparate con la farina di castagne e l’aggiunta di uva passa. Gustosissimi doni dei boschi sono i funghi, soprattutto porcini e ovoli. Si trovano sia freschi che essiccati, ma la vera specialità è costituita dai funghi sott’olio con l’aggiunta di peperoncino, tipico ingrediente della cucina calabrese.   Sempre in tema di sapori tradizionali prima di lasciare il paese fate una sosta al Museo della Liquirizia all'iterno dell'antica fabbrica Amarelli.

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Commenti e suggerimenti dei visitatori:

lilli26/02/2014 00:59

Bellissima Rossano (e bellissime le foto complimenti), ci sono stata tanto tempo fa e non pensavo ci fossero così tante cose interessanti da vedere! Tornerò...