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La Costa degli Dei

Da Ricadi a Pizzo passando per Tropea e Vibo Valentia Un itinerario tra gli splendidi paesaggi della Costa Viola, dove l’arte e la storia si tuffano a picco nel mar Tirreno. Partiamo da Capo Vaticano, nota località balneare nel comune di Ricadi, per arrivare a Pizzo, cittadina calabrese famosa per la sua tradizione gelataia, percorrendo le scogliere che si specchiano nell’acqua limpida del Mar Mediterraneo.
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immagine della tappa a Capo Vaticano (Ricadi)

Immagine di Capo Vaticano (Ricadi)

Il nostro itinerario parte da Capo Vaticano, solare località balneare nel comune di Ricadi, caratterizzata da un esteso promontorio granitico bianco-grigio, studiato in tutto il mondo per le sue particolarità geologiche. Conchiglie tipiche dei mari tropicali, denti di squalo e coralli, si accompagnano a ritrovamenti di parti scheletriche di mammiferi marini. Sul promontorio è installato dal 1870 un faro dalla torre cilindrica. La più suggestiva baia è quella di Grotticelle, formata da tre spiagge di ciottoli contigue. Capo Vaticano, secondo le opinioni dei turisti stranieri, è considerata la terza spiaggia più bella d'Italia e fra le 100 spiagge più belle al mondo.

immagine della tappa b Tropea

Immagine di Tropea

La seconda tappa dell’itinerario ci conduce a Tropea, uno dei più piccoli comuni italiani per superficie territoriale. Nota località balneare, tra le mete più scelte dai turisti italiani e stranieri (il Sunday Times nel 2007 l’ha definita la più bella spiaggia d’Europa), la città custodisce un interessante centro storico con palazzi gentilizi del ‘700 e dell’800 arroccati sulla rupe a strapiombo sulla spiaggia sottostante. Icona, la Concattedrale  con il Museo Diocesano e il simbolo di Tropea, lo scoglio di Santa Maria dell’Isola dove sorge il Santuario dedicato alla Madonna. Caratteristiche sono, infine, le tantissime botteghe dove è possibile trovare prodotti tipici e artigianali come la famosa cipolla rossa, o la nduja di Spilinga, l’olio extra vergine d’oliva e i manufatti in terracotta. La città è dotata anche di un porto turistico da dove è possibile raggiungere le vicine Isole Eolie visibili dalla costa calabrese.

immagine della tappa c Vibo Valentia

Immagine di Vibo Valentia

Lasciata Tropea ci dirigiamo verso Vibo Valentia, città che custodisce una storia lunga oltre 8.000 anni. A partire dal VII secolo a.C. fu colonia greca con il nome di Hipponion, fondata da Locri Epizefiri. In località “Trappeto Vecchio” è ancora oggi possibile ammirare i resti di una parte del tracciato delle mura antiche. Di rilevante interesse è il Castello Normanno-Svevo che sorge dov’era ubicata l’Acropoli di Hipponion. Il forte è oggi sede del Museo Archeologico Statale diviso in quattro sezioni principali: reperti da edifici sacri, da necropoli, da collezioni private e materiali dell’epoca romana. Nel cortile, poi, è esposto un mosaico del III secolo ritrovato nei pressi dell’antico porto della città. Consigliamo anche una visita al Duomo dedicato a Santa Maria Maggiore  e San Leoluca.  Costruito sopra i resti di una più antica basilica danneggiata dai terremoti, è decorato da numerosi e pregevoli stucchi barocchi e conserva importanti opere d'arte, fra cui il trittico statuario di Antonello Gagini, opera rinascimentale.

Completa la visita una passeggiata sul lungomare in località Vibo Marina, tra gli stabilimenti balneari ed il porto turistico.

immagine della tappa d Pizzo

Immagine di Pizzo

Ultima tappa è Pizzo, famosa per la produzione del tartufo e per la qualità gelatiera tanto da definirla “città del gelato”. È possibile assaporare le sublimi caratteristiche di questo prodotto nelle innumerevoli gelaterie del centro, seduti ai tavolini di Piazza della Repubblica. Una volta terminata la degustazione di questo dolce prodotto, consigliamo di visitare il Castello Murat. Eretto nella seconda metà del XV secolo da Ferdinando I d’Aragona, ha due torrioni cilindrici angolari, dei quali la torre grande, detta mastra, è di origine angioina. Prende il nome da Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte che tentò di riconquistare il regno dall’invasione borbonica. Il suo tentavo fallì e fu prima imprigionato e poi ucciso all’interno del forte. Caratteristica è anche la Chiesetta di Piedigrotta scavata nella roccia arenaria da naufraghi napoletani alla fine del Seicento per ringraziare Dio della vita salva. All'inizio del Novecento, Angelo e Alfonso Barone ornarono la grotta con statue della roccia stessa raffiguranti personaggi delle sacre scritture. Prima di lasciare Pizzo, consigliamo di scegliere come souvenir un vasetto di tonno sott’olio, nelle sue tante varianti, dell’antica e rinomata fabbrica Callipo, simbolo di Pizzo almeno quanto il tartufo artigianale.

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