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Il Parco Nazionale del Gargano e la Foresta Umbra

Da Apricena a Carpino, passando per San Giovanni Rotondo.

«Il Gargano è il monte più vario che si possa immaginare. Ha nel suo cuore la Foresta Umbra, con faggi e cerri che hanno 50 metri d'altezza e un fusto d'una bracciata di 5 metri, e l'età di Matusalemme; con abeti, aceri, tassi; con un rigoglìo, un colore, l'idea che le stagioni si siano incantate in sull'ora di sera; con caprioli, lepri, volpi che vi scappano di fra i piedi; con ogni gorgheggio, gemito, pigolìo d'uccelli... »
Così Ungaretti immortalava la splendida e selvaggia natura del Gargano, terra protesa verso il mare Adriatico ma che ha in sé anche l’asprezza delle alture e il verde della Foresta Umbra, che deve il suo nome al significato latino, cioè ombrosa, cupa. L’intero territorio è compreso nel Parco Nazionale del Gargano, istituito nel 1961 e che copre un’area di 118.144 ettari nella provincia di Foggia. Il parco vede la presenza di moltissime specie d’uccelli acquatici nonché di numerosi mammiferi e rettili.
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immagine della tappa a Apricena

Immagine di Apricena Il tour parte da Apricena, comune situato al confine ovest del Parco Nazionale del Gargano, tra il Tavoliere delle Puglie ed il monte Gargano. Famoso per le cave e per la pietra, esportata in tutto il mondo, che se ne estrae e che porta il suo nome. Con questa pietra è stata ricostruita la Chiesa Matrice dei Santi Martino e Lucia, dopo che venne distrutta da un terremoto nel 1627. Poco distante c’è la Torre dell’Orologio, ricavata proprio dal campanile della chiesa crollata nel XVII secolo. Se passate di qui la prima domenica di ottobre trovate la festa della Madonna del Rosario con sagre dei tuselli, del pan cotto, del pane abbrustolito, del melone e del granocotto.

immagine della tappa b San Giovanni Rotondo

Immagine di San Giovanni Rotondo Percorrendo la SS272 per 34 chilometri si arriva a San Giorgio Rotondo, nel cuore del Parco Nazionale. Qui, in tema al nostro itinerario, possiamo senz’altro addentrarci nel Bosco Quarto, che insieme alla Foresta Umbra è la maggiore area boschiva della zona. Percorrendo la Valle Carbonara si arriva fino a Monte Sant’Angelo, immergendosi in un paesaggio d’altri tempi fatto di lecci e cerri, casa di volpi, tassi e cinghiali. Sempre a San Giovanni Rotondo si trova la Valle dell’Inferno, gola rocciosa detta così per le altissime temperature che si registrano sul suo fondo in estate. Fuori da San Giovanni Rotondo a circa 3 chilometri c’è il lago prosciugato di Sant’Egidio, che copriva un’area di circa 120 ettari.

immagine della tappa c Carpino

Immagine di Carpino L’ultima tappa del viaggio è Carpino, piccolo comune a 31 chilometri da San Giovanni Rotondo, noto per la produzione di olio e fave. Nel suo territorio ricade parte della Riserva Naturale di Ischitella e Carpino, abitata da caprioli (dalla cui presenza nell'area, probabilmente, deriva il nome della città di Carpino), gatti selvatici, ghiri, faine, tassi, volpi, lepri, cinghiali e varie specie di uccelli tra cui il picchio verde, il gufo comune, l'allocco, il colombaccio e la beccaccia. Il punto più interessante della riserva è la faggeta di Coppa delle rose, ritenuta una delle più interessanti del Gargano dove, grazie al particolare microclima, crescono faggi molto più bassi del normale.


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