Cattedrale di Sant'Antonio Martire - sec. XIII-XVIII

Nel centro dell’abitato di Sant’Angelo dei Lombardi da Corso Vittorio Emanuele II veniamo condotti alla Cattedrale di Sant’Antonino Martire. Si tratta della celebre chiesa circondata da macerie e fotografata all’indomani del sisma dell’ottanta che fece il giro del mondo. La chiesa risale all’epoca normanna, la datazione è difficoltosa a causa dei vari rifacimenti e restauri dopo la profonda trasformazione del ‘500. La città fu elevata a sede vescovile sotto il pontificato di Gregorio VII (1073-1085). Si presenta ora in barocco moderato, così come la ricostruì il vescovo Tommaso de Rosa dopo il terremoto dell’Luglio del 1664. Oggi la chiesa è da considerarsi una delle più interessanti costruzioni del medioevo. Il portale di ingresso della cattedrale, in pietra, a tutto sesto è costituito da tre statue di epoca normanna, raffiguranti il Cristo redentore e ai suoi lati San Michele Arcangelo, patrono della città, e Sant’Antonino Martire, a cui è dedicata la cattedrale. La struttura dell’edificio è a pianta latina. Nelle navate una sola cappella è collocata sulla sinistra le altre sono a destra. Cinque cupolette dividono gli spazi in cui trovano posto gli altari. La chiesa è costituita dalla tipica decorazione Barocca del centro Italia, basata su di un forte uso  dello stucco, osserviamo la presenza di colonne con capitelli molto decorati. Mentre dietro l’altare maggiore vi era il coro ligneo settecentesco. Coronano l’altare in muratura le due colonne dipinte a mano sormontate da un arco spezzato.